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Cosa vuol dire fare AGILE

Miti dell'AGILE, alcuni degli approcci più comuni -errati- su questa disciplina

Cosa vuol dire fare AGILE

Molto spesso si sente parlare di AGILE come una sorta di panacea capace di risolvere tutti i mali dell'informatica. Si sa che le metodologie AGILI aiutano ad ottenere risultati più in fretta e migliori. Ma in pochi sanno cosa vuol dire realmente lavorare con metodologia AGILE, quindi facciamo un po' di chiarezza.

Per AGILE si intende un "cappello" sotto cui troviamo diversi tool e metodologie di lavoro che condividono alcuni principi di base, in particolare i principi dell'AGILE sono:

Quindi qualunque realtà capace di sostenere questi principi di per sé è aderente all'approccio, tuttavia questi quattro semplici punti racciudono diverse consapevolezze e linee di comportamento che non rendono l'AGILE per tutti accessibile (o comunque realmente applicabile).

Vediamo in dettaglio alcuni dei comportamenti più contraddittori di coloro che dichiarano di lavorare con AGILE pur non facendolo realmente:

 

1. Applichiamo l'AGILE perché facciamo micro-rilasci

 

La pratica del micro-rilascio non ha nulla a che vedere con la costruzione di dei deliverable potenzialmente integrabili e con le dinamiche di continous integration che sono previste nella maggior parte delle metodologie AGILI. In particolare il micro-rilascio spesso viene inteso come la consegna di un componente ridotto che non può essere utilizzato dal committente per generare valore di business. In quest'ottica il micro-rilascio è solo una "milestone", non è un PSPI (Potentially Shippable Product Increment).

 

2. Applichiamo l'AGILE perché lavoriamo a finestre di tempo prestabilito

 

L'approccio timeboxed è uno dei requisiti necessari per l'applicazione dei alcune metodologie AGILI (ad es. Scrum) ma da solo non è sufficiente. Tanto più, come spesso accade, dove lo si considera solo per il volume di lavoro erogato e non per tutti i momenti che coinvolgo la realizzazione. In effetti in Scrum, ad esempio, ogni singolo momento dai meeting agli sprint sono "time boxed", invece spesso si sente parlare di finestre temporali pre-stabilite come un blocco di allocazione delle risorse in modo esclusivo. Questo non è AGILE, questo è quello che nel project management tradizionale prende il nome di pianificazione forfettaria. 

 

3. Applichiamo AGILE perché abbiamo uno scrum master che assegna e coordina i compiti del team

 

Questa è forse una delle contraddizioni più comuni. L'AGILE prevede un modello organizzativo PULL, non PUSH. Significa che non esiste una figura preposta all'assegnazione di un compito (o task) ma è il team che deve autogovernarsi per offrire la massima efficienza e recepire i compiti in autonomia. Un team con un buon grado di maturità e conoscenza del metodo sa come auto coordinarsi per smaltire al meglio il lavoro offrendo il miglior prodotto possibile. Inoltre, la presenza di uno scrum master prevede l'applicazione della metodologia Scrum il quale deve essere un ruolo distinto rispetto al team ed al Product Owner e a maggior ragione in questo caso il ruolo dello scrum master non è e non può essere quello di assegnare dei compiti.

 

Quando sentiamo parlare di AGILE e di agenzie che hanno abbracciato questo fantastico approccio al lavoro è importante saper distinguere chi lo ha fatto per "ammaliare" i clienti con nuovi nomi e chi ha maturato la consapevolezza di un metodo facilitante.

 

Per rispondere alla domanda di molti: "Tutti possono fare AGILE?"

La mia risposta è: "Tutti possono dire di farlo. Alcuni lo fanno davvero e sono davvero bravi... gli altri sono solo ottimi commerciali".