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STAR il robot chirurgo

STAR è un robot che può effettuare operazioni chirurgiche in autonomia

STAR il robot chirurgo

Vi fidereste a farvi operare di appendicite da un robot?
L’approccio del mondo ai robot è sempre stato bilaterale. Dal punto di vista della fantascienza, spesso l’IA, l’Intelligenza Artificale, nasceva come aiuto per l’uomo per poi sviluppare una coscienza propria al grido di “Sterminiamo l’umanità perché non è in grado di badare a se stessa”. Nel migliore dei casi, la robotica e la genetica erano utilizzati come “ricambi” clonati per gli esseri umani, come in “The Island”.
Nella realtà, la robotica è molto più complicata. Ne vediamo gli effetti ogni giorno: non è raro che le macchine siano viste come una minaccia per alcuni tipi di lavoro, rendendo di fatto inutile l’essere umano. Finora, però, il pensiero comune era che i lavori svolti dai robot fossero puramente meccanici e che potessero sostituire solo operai dalla specializzazione limitata.


Fino ad ora, la robotica applicata alla medicina vedeva il suo massimo esponente nel Sistema Da Vinci creato dalla Intuitive Surgical. Il braccio robotico che effettuava le operazioni era telecomandato dal chirurgo che poteva guidarlo grazie a braccia robotiche, osservando il paziente operato da una postazione apposita. Tutto questo, però, prevedeva comunque una forte ingerenza umana nel lavoro del braccio robotico, utilizzato semplicemente come strumento.
Nel 2016 è nato il primo robot chirurgo che può compiere operazioni in modo autonomo, STAR, o “Smart-Tissue Autonomous Robot”. Al Sheikh Zayed Institute for Pediatric Surgical Innovation di Washington è stato mostrato, circa un mese fa, il primo prototipo di robot capace di operare su tessuti animali. STAR si compone di un braccio robotico, un sistema dedicato alla sutura ed elementi dedicati all’imagining. 


L’opera di STAR è stata testata su alcuni tessuti molli animali, in particolare di maiali. Una volta effettuata una comparazione con un’operazione chirurgica effettuata da un essere umano, STAR ne è uscito brillantemente: i punti della anastomosi intestinale, che implicava la ricostruzione di parti di tessuto intestinale, risultavano di qualità ed estremamente precisi, più di quelli del chirurgo. 


Come opera STAR? Sul tessuto da cicatrizzare sono disposti numerosi elementi di riferimento fluorescenti, chiamati tag NIRF. Grazie all’uso di una videocamera 3D il tessuto viene scannerizzato per rilevare i tag e permettere al robot di operare nei punti selezionati. Se da una parte molti medici sono soddisfatti del risultato, pensando ad una potenziale riduzione dell’errore umano durante operazioni complesse e delicate, altri sono scettici sul futuro della robotica in ambito medico.